Erika e Bordeaux, una città su cui nutre ancora speranze

Erika mi ha raccontato via email la sua storia, e ci siamo scambiate un paio di battute sull’argomento. Mi ha molto toccata, ha rischiato anche di vivere per strada, ma ha incontrato persone gentili che l’hanno aiutata. Ora è tornata mestamente in Italia, ma non ha ancora disfatto le valigie ed è pronta a ripartire, lavoro permettendo…ma sentiamo le sue parole:

Ciao Erika, mi hai raccontato della tua esperienza positiva con la Francia durante uno stage (non pagato ahimè), cosa ti è piaciuto della Francia e in particolare di Bordeaux?

 

Della Francia ho apprezzato tante cose..alle volte anche il cibo mi faceva impazzire, ma ciò che ho davvero apprezzato è stato il rapporto che da sola sono riuscita a creare con persone con una cultura differente dalla mia. Bordeaux è una città difficile. Se la conosci la ami, c’è molto da vedere, molto da scoprire, ma non ci sarei rimasta per molto, sono sincera. Lo stage è stato fantastico, non avrei potuto chiedere di meglio, ma sfortunatamente mi hanno chiesto di restare solo come volontaria, senza essere pagata e questo è stato un motivo in più per rifare le valige e tornare a casa. La Francia di bello ha che crede in un ramo del diritto che a me piace moltissimo e che qui non riesco proprio a praticare. Sarei rimasta lì solo per continuare a specializzarmi nel campo dei diritti umani. Ma non è detto che non farò un’altra capatina in terra di Francia!

Successivamente trovare un lavoro pagato non è stato facile, e di conseguenza una casa in affitto… Le difficoltà lavorative si sono sentite anche lì, pensi sia stata un po’ di spocchiosità dei francesi o proprio che per il tuo settore non ce n’è?

 

Sicuramente due mesi per trovare un lavoro che si possa definire tale non sono di certo molti. Io ho avuto il vantaggio di essere molto apprezzata nell’associazione dove ho fatto lo stage ma ovviamente il bello doveva venire dopo. Il fatto di non avere la casa non è stato secondario..anzi…trovare un buco a Bordeaux è stata un’impresa titanica, ma poi contestualmente ho trovato anche degli amici…I francesi sono molto nazionalisti..non avrei comunque avuto possibilità nel settore legale..non nell’immediato ma credo solo a seguito del conseguimento del titolo di master li da loro.

Sei tornata in italia sconsolata e depressa, ma hai ancora le valigie pronte…stai provando ancora a tornare lì? Ti senti legata a quel luogo?

 

Le mie valige sono sempre pronte e sì, medito una nuova partenza anche a breve. La depressione è arrivata quando purtroppo ho capito che l’errore più grande che avevo commesso era stato quello di voltarmi indietro..mai più lo farei adesso.

 

In Italia hai provato a trovare lavoro?

 

Ora lavoro per un collega, il carico di pratiche c’è ma ancora non si vede un compenso. La cosa che più mi sconvolge è che spendo comunque dei soldi per stare qui e fare le cose per lui..ma evidentemente il malcostume di non pagare se si fa un lavoro è qualcosa solo nostro…

 

Noi ti auguriamo che in qualche modo il sogno si realizzi e che tu trovi presto il tuo posto nel mondo, e ti salutiamo affettuosamente. Cosa ti auguri per la prossima metà del 2013?

Di superare una prova in un concorso al quale tengo tantissimo..e di riuscire a partire per fare quello che davvero voglio nella vita..potrei farlo anche qui se solo qualcuno si decidesse a darmi una possibilità concreta!

grazie erika e auguri!
Laura

Lauryn

webdesigner e grafica dal 2003, madre di una piccola nata nel 2012, felicemente sposata con un metal-informatico, sempre alla ricerca di belle cose. Profondamente delusa dall'Italia, cerco di crearmi un cantuccio felice, ma sogniamo Edimburgo come seconda casa ^_^

4 pensieri riguardo “Erika e Bordeaux, una città su cui nutre ancora speranze

Rispondi

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: