Impariamo dall’estero

Ieri Chiara Cecilia Santamaria alias Machedavvero, ha scritto una riflessione importante: andiamo all’estero per imparare e torniamo in Italia per mettere in pratica. Mi trova perfettamente d’accordo, ma al tempo stesso mi sembra utopica: dovremmo andarci tutti noi italiani all’estero, o perlomeno, come suggerisce lei stessa, tutta la classe politica e dirigente, in modo da trasmettere poi a cascata l’educazione, la correttezza, il buon funzionamento delle cose anche qui. Dalla fila alla fermata dell’autobus (senza spingersi, comprimersi e inciampare a chi fa prima) allo “s-cenerare” e gettare la cicca della sigaretta negli appositi contenitori (ne avete mai visti per terra? In Italia sì, conosco già la risposta…), dall’ordine che vige in Parlamento (oltre al consistente numero inferiore di parlamentari e di stipendi) alla gentilezza (magari a volte falsa, ma chi se ne frega) dei negozianti.

Più che imparare l’inglese, che per molti sembra così ostico manco fosse qualcosa di trascendentale (hanno meno parole di noi per esprimere i concetti, lo sapevate?) perché non imparare questo modus operandi?

Andare all’estero non per scappare, ma per imparare e tornare…che ne pensate?

Lauryn

webdesigner e grafica dal 2003, madre di una piccola nata nel 2012, felicemente sposata con un metal-informatico, sempre alla ricerca di belle cose. Profondamente delusa dall'Italia, cerco di crearmi un cantuccio felice, ma sogniamo Edimburgo come seconda casa ^_^

3 pensieri riguardo “Impariamo dall’estero

Rispondi

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: