Luca e il suo posto nel mondo (per ora): Milano, Piacenza o Livorno?

1.Sei partito da zero, facendoti le ossa sul campo molto giovane, raccontaci in breve com’è andata e cosa hai imparato.

 

Beh in parte si, diciamo che veramente da zero non sono mai partito se non quando ho avuto il mio primo pc a 6 anni (c’è sempre una prima volta), da lì come in tutti i campi dove metti passione è stata una progressione continua. Ho iniziato come tutti i bambini ad utilizzare il pc per gioco e nel tempo mi son sempre più appassionato a “come” funzionava il gioco vero e proprio, cosa faceva funzionare il tutto. Avventurarsi tra i files che componevano il gioco era qualcosa di misterioso e affascinante, riuscirne (in rari casi) a modificarne il comportamento era un successo… niente di straordinario a livello di programmazione, si trattava soltanto di piccole modifiche ad alcuni file di configurazione (.ini) ma a 12 anni riuscir a modificare giochi del livello di Caesar III era una gran soddisfazione. Anche la tappa successiva è stata sempre in ambito “Gaming”, giocavo all’interno di uno “shard” di Ultima Online (gioco multiplayer) e con il tempo son passato da semplice giocatore a co-admin e scripter, quindi programmavo direttamente io l’ambiente dove gli altri giocatori passavano le ore di gioco (a distanza di 10 anni questa realtà è ancora online).

lucaQui finisce la mia esperienza con il mondo del “Gaming”, il passo successivo fu a favore del web. Capitò quasi per caso, facevo parte di un forum in cui si discuteva sulle varie puntate e relativi personaggi di un vecchio telefilm, mi accorsi che gli utenti erano continuamente alla ricerca di wallpapers, colonne sonore, immagini e altri documenti inerenti al telefilm (io stesso ne ero continuamente alla ricerca), sviluppai allora un sito (già allora dinamico con cui un utente poteva interagire) che raccoglieva tutto quanto, ne permetteva il download e permetteva il caricamento di materiale da parte degli utenti stessi. Nel giro di pochissimo tempo fu un successo, il sito si ampliò molto formando attorno a se un’intera community, successivamente svanita in concomitanza con la fine del telefilm stesso (ovviamente). Tutto questo accadeva entro il 2004, devo continuar a raccontare? 🙂

Nel 2004 (sempre a Livorno) ho avviato insieme ad un altro ragazzo (l’allora mio maestro di pianoforte) un e-commerce di vendita di prodotti tecnologici, nel giro di pochi mesi eravamo tra i migliori best seller d’Italia (ad oggi è rimasta una realtà consolidata nel mondo Ebay). Nel 2005 sono approdato nella mia prima web agency, dove poi dopo alcuni mesi di “prova” avrei rilevato una piccola quota societaria. Questa la considero la mia prima vera esperienza professionale (dove ho conosciuto e lavorato a stretto contatto con Lauryn :P) dove ho potuto imparare i primi aspetti di gestione di un’azienda, dei vari progetti e dove ho anche “dovuto” (ahimè necessario) imparare il rapporto con gli altri soci (non sempre idilliaco ma sicuramente formativo). Ero ancora 18enne e per mia fortuna (e per merito spero :P) la scalata professionale ha continuato senza troppi grandi problemi. Intorno al 2006 la web agency (e relativo staff) venne acquisita da un grande partner fiorentino (allora leader sul panorama italiano), due anni con loro e poi il ritorno in una società livornese dove ho curato per 6 mesi la primissima beta dell’allora Happyprice (che poi sarebbe diventato il futuro Prezzofelice seppur con staff e tecnologia completamente differenti). Successivamente la prima vera e propria esperienza di startup come primo dipendente di Wickedin, un’aggregatore di annunci molto ambizioso che raggiunse in neanche un anno dal lancio la presenza in oltre 10 paesi ed oltre 15 milioni di annunci indicizzati da oltre 500 sorgenti… con oltre 40-50 mila visitatori unici soltanto sul panorama italiano.

2.E’ arrivata poi l’offerta che non potevi rifiutare che ti ha portato a Milano. Te la sei cercata o ti hanno trovato loro?

 

Mi hanno trovato loro, non era un periodo in cui stavo cercando lavoro nonostante il “chiodo in testa” di volermi allontanare dalla mia piccola Livorno e poter avere ulteriori esperienze di vita in altre città non mi avesse mai abbandonato, tra l’altro avevo appena concordato con il CEO il rinnovo del contratto con tanto di aumento stipendio e ulteriori benefits e proprio nei giorni antecedenti la firma del rinnovo sono stato contattato da Yoodeal, una giovane startup, anch’essa molto ambiziosa con cui si è venuto a creare un feeling immediato. Il mondo degli sviluppatori a dispetto della crisi che ha colpito l’intero globo è in continua evoluzione e giornalmente tramite i più disparati social networks fioccano offerte da qualsiasi parte del mondo, trovare però l’offerta che ti convince e ti fa dire “ma si parto” non è poi così facile scontato. Ci sono molti aspetti di cui tener conto, dalla sfida che ci è proposta, al luogo dove dovremo trasferirci e ovviamente l’appeal economico (non decisionale ma sicuramente fondamentale ai fini di un’onesta valutazione dell’offerta stessa). In poche parole… non potevo lasciarmela sfuggire, sentivo che era la società giusta dove poter accrescere ancor di più il mio bagaglio di esperienze e dove avrei potuto ampliare il mio orizzonte al di fuori dei confini della mia piccola Livorno e perché no anche della nostra Italia. P.S. Conservo ancora l’accordo di rinnovo firmato dal mio ex CEO, su cui manca soltanto la mia firma. Poter scegliere cosa fare e dove lavorare ti da una forza interiore immensa. Sono comunque rimasti ottimi rapporti con quest’ultima realtà e grazie ad essi nascono continuamente accordi o interessi comuni.

3.Come ti sembra Milano? Come la vivi e in cosa la trovi differente da Livorno?

 

Milano? Mmmm. Come tutte le metropoli è affascinante e allo stesso tempo molto caotica, dopo qualche giorno che non ci sei ti manca ma al tempo stesso ne vorresti fuggire a gambe levate ogni santo giorno in cui ci lavori… sembra quasi una droga da metropoli. 🙂 Per quanto riguarda le differenze, più che tra città noto molto una differenza da zona geografica, quassù (nel nord Italia per intenderci) le persone sembra che vivano per lavorare, non sembra si godano un giorno di relax o un bagno in mare (scaccia pensieri) se non nelle classiche due settimane di ferie ad agosto (qualcuno neanche quelle)… sembra che il loro scopo sia soltanto la “produttività”. Una mentalità che non riesco a capire fino in fondo ma che riesco a motivare pensando che non avendo loro mai conosciuto, ne provato altro se non lo stile di vita che ho appena descritto, non possono certo sentir la mancanza di altro, o forse avrò conosciuto soltanto la parte di Milano sbagliata (probabile).

4.Ora fai il pendolare per ragioni di cuore, un nuovo modo di affrontare il tuo stadio di emigrante, cosa vedi nel tuo futuro?

 

Yep! 😛 Adesso sono a Piacenza, alla fine tra il vivere in pieno centro a Milano o vivere fuori città il cambiamento per raggiungere l’ufficio è di appena di 20 minuti a tratta (mattina e sera), qualche milanese direbbe che sono 40 minuti di produttività persi ma credo che valga la pena spendere quei 40 minuti a favore di una vita serena, più equilibrata e sopratutto meno stressante. “Di doman non c’è certezza” ma se provo a immaginar il futuro mi vedo (anzi, ci vedo… siamo in due <3) quasi sicuramente a far un’esperienza estera… non per forza in una nuova metropoli, anzi difficilmente in una metropoli. Nonostante in Italia ci siano ancora molte mentalità ristrette a riguardo, moltissime realtà estere lavorano completamente da remoto, quindi perché no, lavorare da qualche posto di mare dove poter goder a pieno dei ritmi naturali della vita senza credere che ogni mattina tu debba arrivare in ufficio alle 08.00 e andar via alle 21.00 per dover salvar il mondo.

Un fortissimo abbraccio Lauryn 🙂

 

Lauryn

webdesigner e grafica dal 2003, madre di una piccola nata nel 2012, felicemente sposata con un metal-informatico, sempre alla ricerca di belle cose. Profondamente delusa dall’Italia, cerco di crearmi un cantuccio felice, ma sogniamo Edimburgo come seconda casa ^_^

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