Lucia, inglese per amore

Ciao Lucia, innanzitutto presentati: che lavoro fai, dove vivi e da quanto tempo?

 

Lucia e Matt
Lucia e Matt

Ciao Laura! Complimenti per la bellissima idea, mi fa molto piacere condividere la mia esperienza. Io vivo in Inghilterra, più precisamente a Huddersfield nel West Yorkshire. Mi sono trasferita qui da Milano a Maggio 2007…wow mi sto rendendo conto solo ora che sono già quasi 6 anni… Lavoro per un’agenzia di traduzioni, il mio ruolo è quello di “Serivice Delivery Manager”, che detto in poche parole significa che gestisco un team di project manager che a loro volta gestisce traduttori e organizza progetti di traduzione, interpretariato e tutto quanto collegato al mondo della localizzazione. Lavoriamo per moltissimi clienti diversi, anche molto grossi, traducendo per loro contenuti che vanno dai siti web, brochure con desktop publishing, trascrizioni, sottotitoli, pubblicità con copywriting, istruzioni mediche…insomma i progetti possono essere molto diversi. Parte del mio lavoro è anche formare i nuovi project manager spiegando le nozioni più tecniche del settore.

Da cosa è derivata la tua scelta di trasferirti all’estero?

Ci sono due categorie principali di italiani all’estero: quelli che si trasferiscono per lavoro/studio…o quelli che vengono spinti da ragioni di cuore. Io faccio parte della seconda. Premetto che a inizio 2007 non avevo alcun programma di trasferimento o cambio lavoro (o almeno…non immediato!) e mi ritenevo abbastanza soddisfatta di quello di cui mi occupavo a Milano (eventi e produzione spettacoli teatrali/TV), quando cupido volle far scoccare la fatidica freccia facendomi innamorare di Matt, un ragazzo inglese. Dopo diversi mesi di costosa (voli scontati, ma non abbastanza), stressante e faticosa relazione a distanza presi molto istintivamente la decisione di licenziarmi e trasferirmi (mi ricordo che era stata una giornata particolarmente demotivante a lavoro)… e quindi eccomi qui ancora con lui, abbiamo comprato casa 3 anni fa e viviamo felicemente con il nostro micio Pikachu.

E’ stato facile trovare lavoro?

Inizialmente ho continuato a lavorare a distanza per alcuni mesi per la stessa agenzia di eventi Italiana, e non avevo in mente un vero e proprio piano in merito a quello che avrei fatto successivamente, davo per scontate un po’ troppe cose.

Pensavo che avendo esperienza in quel settore avrei facimente trovato un lavoro simile. Mi sbagliavo invece, e ammetto di avere avuto diversi momenti di scoramento e dubbi su quello che avrei voluto fare.

Ho iniziato subito facendo traduzioni come freelancer: è molto più semplice l’iter burocratico per ottenere lo status di ‘self employed’ in UK, si fa tutto online, ci sono workshop gratuiti per imparare a gestirsi da soli la contabilità. Tutto era talmente chiaro e semplice che all’inizio pensavo mi stessi sicuramente perdendo delle informazioni (come è possibile? No partita IVA? Basta conservare il semplice biglietto del treno – e non richiederne la rispettiva fattura alla società di trasporti – per scaricarne il costo? Ecc. Ecc.) Iniziai anche a lavorare come project manager per una grossa agenzia di traduzioni (non quella attuale), esperienza che mi è sicuramente servita per il lavoro che svolgo oggi.

Successivamente io e Matt abbiamo comprato casa ed è sorta per me la necessità di avere uno stipendio più sicuro e stabile, quindi nel gennaio del 2011 ho chiuso la mia attività di self employed e sono stata assunta presso una nuova agenzia di traduzioni, quella per cui lavoro ancora oggi. Rispetto all’Italia ho notato molte differenze in ambito lavorativo: innanzitutto una vera struttura anche in termini di avanzamento di carriera (in poco più di due anni ho avuto tre promozioni: da project manager, a senior project manager, a service delivery manager), si va avanti per meriti e non per chissà quali oscure ragioni, il customer service inglese è ineccepibile (la commessa al supermercato ti chiede scusa se aspetti per un paio di minuti in più alla cassa..).

A distanza di tempo ti senti integrata nella cultura inglese?

 

Direi proprio di sì. Le differenze culturali non mi hanno mai spaventata…anzi a volte potrei dire che è proprio in Italia che a volte si fa fatica ad integrarsi! Specialmente nei piccoli paesi di provincia. E poi vabbe’…io socializzo pure con le mummie!

Bisogna partire superando preconcetti e critiche sontate, e soprattutto smettere di autoconvincersi che il meglio venga solo ed esclusivamente dall’Italia. Perché in fin dei conti non è così. Il sole e il cielo blu però…quelli sì…mi mancano!

Torneresti mai in Italia? Non escludo mai nulla. Ma ora come ora…sto benone dove sto (e Matt non ha ancora imparato l’italiano…diamogli tempo)

Grande Lucia!!

Lauryn

webdesigner e grafica dal 2003, madre di una piccola nata nel 2012, felicemente sposata con un metal-informatico, sempre alla ricerca di belle cose. Profondamente delusa dall'Italia, cerco di crearmi un cantuccio felice, ma sogniamo Edimburgo come seconda casa ^_^

3 pensieri riguardo “Lucia, inglese per amore

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