Marighela e il suo viaggio di nozze a New York

Marighela è una webdesigner con alle spalle diverse esperienze di lavoro e attualmente lavora presso una importante società nel ruolo di grafica-webdesigner.

Raccontaci del tuo viaggio a New York, lo sognavi da tempo o è stata una meta scelta a caso?

 

Il mio viaggio a NY è stato prima di tutto il NOSTRO viaggio di matrimonio. Lo sognavamo entrambi da tempo, probabilmente è una di quelle cose che hai in comune e che scopri solo dopo con piacere. Non è quindi stata una meta scelta a caso anche se indecisi fino all’ultimo visto i prezzi non troppo abbordabili per le nostre finanze (stavamo “ripiegando” su Parigi anche se ci eravamo già stati 4 anni prima), ma se ci si arrangia da soli, evitando magari gli alberghi, diventa possibilissimo. Ci vuole costanza e pazienza, oltre che ovviamente un bel po’ di fortuna. In albergo ricordo che saremmo andati a spendere sui 2200-2300 euro per 12 notti senza la prima colazione e il bagno in comune. Trovando una stanza in affitto (o un intero appartamento, in alcuni casi) ce la siamo cavata con 700euro per tutto il periodo, compreso le tasse ed avevamo le nostre chiavi, il bagno e la cucina in comune con la ragazza che vi abitava, è vero, ma potevamo comunque entrare e uscire quando volevamo.

Cosa ti ha affascinato di più?

 

In una parola sola? TUTTO.
Seriamente, più’ che affascinata direi COLPITA! E’ davvero un altro mondo!…tutto è più semplice, più “easy”, più facile da vivere e anche capire (e questa sensazione me l’ha confermata anche una mia amica americana che vive in Italia da 20 anni eh)…
Una cosa importante è che a NY tu ti aspetti, per esempio, un’aria irrespirabile per via del traffico e invece si respira decisamente molto meglio che a Milano! Questo è possibile perché è un crocevia di correnti che spazzolano via tutto (molte arrivano dal nord – Alaska – e quindi sono anche belle frizzantine!).
Un’altra cosa…sembra stupida, ma per me non lo è: a Milano mi raccomandavo con mia nonna alle 6 di sera di chiudere tutto e di barrarsi in casa. A NY una sera (era mezzanotte passata!) sull’autobus c’era una vecchina con il carrello della spesa, da sola.

NY è piena di episodi simili apparentemente senza importanza o di poco conto, ma quello che nn mi dimenticherò mai è stato quando, forse proprio il primissimo giorno che eravamo lì, attraversando una strada ho incrociato lo sguardo di una donna e lei mi ha sorriso, continuando ovviamente per la sua direzione.
Oppure quando, appena arrivati temevamo di aver preso una fregatura per l’appartamento e una coppia che viveva nel palazzo, vedendoci un po’ smarriti e spaventati ci ha chiesto se avevamo bisogno…io mai mi sarei sognata di chiedere di farmi fare una telefonata, e infatti chiesi un posto dove trovare la connessione wi-fi libera per usare Skype. Quando mi chiese se era per telefonare, mi ha dato il suo cellulare senza battere ciglio!…Qua avrebebro avuto il coraggio di chiederti i centesimi di euro per la spesa della telefonata!!!

E poi le donne afroamericane…di una bellezza disarmante!…davvero, anche quelle diciamo belle in carne, che magari sull’M20 (l’autobus che si fa praticamente tutta la Broadway fino alla punta a sud di Manhattan…un po’ come la nostra 90-91 :D) scendono a MidTown da Harlem…hanno tutte dei lineamenti favolosi!…

In cosa l’hai trovata differente da una metropoli italiana come Milano che so conosci bene?

 

E’ tutto più facile e nonostante tutto funziona meglio!…I trasporti pubblici vanno H24 (ok, io parlo di Manhattan eh…magari nel Queens o a Brooklyn no…ma ne dubito molto )
Le persone sono davvero gentili anche se nn ti conoscono (vedi su!!!), e non è vero che corrono. Qua a Milano c’è molta più frenesia e caos!
Anche il traffico è più “organizzato”: Manhattan si estende in lunghezza e le strade sono a reticolato e solo in alcune principali (la Broadway – fino ad un certo punto – o la 5th Avenue per esempio) il traffico è a doppio senso di marcia.
In qualsiasi ora del giorno io non mi sono mai sentita insicura: una sera scesi al dely market che avevamo sotto l’appartamento, saranno state le 22-22,30…zero paura, zero corsa per tornare il prima possibile in stanza. Probabilmente sarà anche che dall’11 settembre 2001 in ogni strada ad ogni tot isolati ci sono agenti – in borghese o meno – e quindi ti da quels enso di sicurezza in più….ma noi eravamo molto alti…vicino alla Columbia (l’università) quindi non propriamente in centro. A milano in piazza duomo alle 8 di sera già avrei timore!…soprattutto in inverno!

Cosa funzionava meglio e cosa ti ha deluso?

 

Come ho scritto sopra i trasporti e la sicurezza sono le cose che più mi hanno fatto vivere questo viaggio senza preoccupazioni. In qualunque punto della città ci siam trovati c’era un mezzo di trasporto che passava e in qualunque ora tu fossi in giro non hai necessità di porti il problema di come tornare “a casa”.
La cosa che più mi ha deluso è stato il comportamento di alcuni – manco a dirlo – emigranti italiani. Forse sicuramente colpa ormai nostra ma il cliché di “Pizza, Mafia, Mandolino” in alcune persone laggiù è ancora molto radicato. C’è da dire che sono persone anziane, in là con gli anni…però io quasi litigavo con sto tizio!…Emigrante ripeto, non statunitense!!!…

Ripartiresti per andarci a vivere? e che lavoro penseresti di trovare?

 

A che ora è il volo?
Partirei anche domani mattina se potessi! Per andarci a vivere e ricominciare da zero la mia (nostra) vita. Magari non a NY intesa come Manhattan, magari in una di quelle belle casettine tipiche che spesso vediamo nei film e telefim (ci sono davvero!!!!!), nel Queens o a Brooklyn…
Ci ho provato spesso a mandare il mio cv a qualche azienda a NY, con la pseranza di continuare a fare il mio (nostro) lavoro…a volte mi hanno anche risposto ma la risposta purtroppo è sempre stata che il problema della distanza è effettivamente un grosso problema…anche se davo la mia disponibilità a fare anche un toccata-e-fuga per sostenere il colloquio. Tante volte parlando con la mia mezza mela, essendo io quella “precaria” ho proposto di andare laggiù tipo un mese a cercare la sistemazione professionale e poi pian piano lui mi avrebbe seguito. Ma è difficile, molto difficile. Lui sarebbe disposto a fare anche le consegne a domicilio delle pizze. Io forse cercherei qualcosa di più e opterei per questa scelta se fossi proprio costretta  (but don’t call me choosy please  )
Ah per la cronaca: abbiamo mangiato una pizza (la migliore pizza italiana a NY!!!) e abbiamo conosciuto il cameriere: un ragazzo pugliese di 23 anni ormai fisso a NY. Guadagno? sui 3000$  e ci viveva benissimo!!!

Grazie Marighela, il tuo racconto è stato affascinante!!

Lauryn

webdesigner e grafica dal 2003, madre di una piccola nata nel 2012, felicemente sposata con un metal-informatico, sempre alla ricerca di belle cose. Profondamente delusa dall'Italia, cerco di crearmi un cantuccio felice, ma sogniamo Edimburgo come seconda casa ^_^

3 pensieri riguardo “Marighela e il suo viaggio di nozze a New York

  • 19 aprile 2013 in 08:48
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    Affascinante, vien voglia di andarci, io che non ne sono particolarmente attratta, dopo questo tuo racconto un pensierino ce lo farei 😀 Grazie del tuo racconto e…buon compleanno!!

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  • 19 aprile 2013 in 10:30
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    Oh che bel regalo che mi hai fatto!…GRAZIE GRAZIE GRAZIE! ^_^
    Vacci perche’ e’ davvero spettacolare…e anche se non sembra da qua, e’ molto UMANA. 😉

    p.s.wow che presentazione su chi sono che mi hai fatto XD smack!

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    • 19 aprile 2013 in 10:38
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      eh… mi dici tu stessa che costa un po’…sai già che edimburgo è la nostra meta non appena ci sono soldini da parte. ma apprezzo 😀

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