Nomadi digitali: devo pagare sempre le tasse italiane?

Sul sito Nomadi digitali, che ti consiglio caldamente di visitare se decidi di intraprendere una professione che ti permetta di viaggiare in giro per il mondo, è riportato un articolo molto interessante che fa chiarezza sul discorso tasse italiane, residenza fiscale e iscrizione al registro emigrati.

Residenza Fiscale: Perché E’ Importante per i Nomadi Digitali

Infatti non è molto semplice la questione. Non è infatti viaggiando in giro per il mondo che si sfugge alla tassazione italiana. A quanto descritto e che anche io sapevo, dai miei studi di ragioneria, la tassazione segue le due regole della “universalità della tassazione”, cioè vale la residenza, sia che gli affari si svolgano in Italia o meno, e quella territoriale: le tasse si pagano cioè nel paese in cui stai producendo reddito.

Spero di averla detta bene, ma in sostanza non puoi evitare di pagare le tasse in Italia se vivi fisicamente nel territorio per più della metà dell’anno solare, e fintanto che sei iscritto come residente (vedi discorso del registro Aire per i residenti all’estero).

Il consiglio è di contattare un buon commercialista, che conosca anche bene le nuove attività digitali e la loro regolamentazione, per non incorrere in sorprese.

Io non posso che consigliarti il mio commercialista: www.studiomicera.it per una consultazione e valutare il da farsi se hai intenzione di girare il mondo e lavorare da un laptop 🙂

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Lauryn

webdesigner e grafica dal 2003, madre di una piccola nata nel 2012, felicemente sposata con un metal-informatico, sempre alla ricerca di belle cose. Profondamente delusa dall'Italia, cerco di crearmi un cantuccio felice, ma sogniamo Edimburgo come seconda casa ^_^

6 pensieri riguardo “Nomadi digitali: devo pagare sempre le tasse italiane?

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