Sara conta i mesi a Bruxelles

Sara ci racconta la sua esperienza a Bruxelles. E’ cresciuta nel centro Italia ma ha anche lavorato a Londra e Parigi, per cui parla con cognizione di causa. E aggiungo io, non deve essere facile anche se hai lavoro e famiglia…ma sentiamo le sue parole…

Sono a Bruxelles da 4 anni e 4 mesi ormai. Conto i mesi.

Mi dico, sono già passati 4 anni, e mi chiedo, fino a quando dovrò restare qui, in un posto dove non mi sono mai sentita a casa nonostante tutto?

P1000070Ho conosciuto un signore siciliano quando sono arrivata, sono entrata nella sua calzoleria, ha riconosciuto il mio accento italiano e mi ha detto “sono qui da 25 anni, 7 mesi, 23 giorni”.
Contare i giorni, o i mesi, significa voler tornare.

Ho un lavoro, un bambino bellissimo che ho avuto qui, vivo in un appartamento in un quartiere che ho scelto, con i finestroni grandi come piacciono a me. Mio marito è qui con me.

Perché conto i mesi, come quel calzolaio? Perché voglio tornare.
Non mi sento a casa e vivere qui mi pesa. E’ un posto triste, grigio, senza senso estetico, che mi spegne.
La gente mi dice che mi lamento inutilmente, che non mi rendo conto di come si vive in Italia senza lavoro, che dovrei solo apprezzare tutto quello che ho.

Luoghi comuni che mi fanno innervosire. Chissà io da dove vengo e perché sto qui. La differenza è che io ci sto qui e la gente parla, ma se ne sta ancora a casa…

Qua, a Bruxelles, fa freddo. Freddo per molti mesi l’anno, e l’estate non esiste.
Mi dicono, che fa ti copri.
Si mi copro, ma quando fuori fa -8, pure se ti copri non hai nessuna voglia di uscire.
E per mesi e mesi fai casa-macchina-lavoro, lavoro-macchina-casa.
Il freddo io lo detesto.

E poi è un posto grigio. 50 sfumature di grigio sempre uguali, sia estate, primavera, inverno, autunno… altro che best seller da milioni di copie.
Mi dicono, l’ estate vai in ferie.
Si 20 giorni vado al mare in Italia. E gli altri 345 giorni?
Il grigio appiattisce i colori. E gli umori.

In Belgio le gente è cordiale, ma fredda. Rapporti superficiali, ognuno nel suo angolo.
Mi dicono, invita i tuoi colleghi o frequenta altri italiani.
Si, ci provi ad essere espansivo, ma sbatti contro un muro. La gente si fa i fatti suoi e alle 6 di sera si chiude a casa a mangiare la zuppa. E gli altri italiani? Si lamentano del Belgio anche loro.

La città è noiosa e brutta. Io amo lo shopping, i vestiti di buona fattura, le scarpe, lo stile. Adoro i parrucchieri di classe. Mi piacciono le cose belle. Concerti, film d’ autore, eventi, manifestazioni…E qui? Niente. E nessun senso estetico.
Mi dicono, non sono cose importanti.
Si, sono cose che fanno parte di me. E rinunciarci significa perdere interesse, diventare apatici, non sapere mai che fare quando esci. Dove vai? Al parco. Bello. Una volta, non 100 volte.

Va bene, ho un lavoro e posso mangiare a fine mese.
Ma il lavoro è sufficiente per vivere una bella vita? Io rispondo no. E voglio tornare nel mio paese, voglio sentire i bimbi che giocano per strada, voglio vivere al mare, voglio uscire e andare a sentirmi il concerto che mi piace, voglio ritrovare degli amici, i miei affetti, VOGLIO SENTIRMI A CASA.

E non è una colpa se questo posto è lontano anni luce dalla mia idea di casa. Gli sono riconoscente di certo, ma mi sento come quel calzolaio, e non voglio arrivare  ad aver contato i mesi per 25 anni.

Sara

La depressione, soprattutto a causa del meteo, può capitare a tutti, pertanto rispettiamo questa visione di Sara. Segnaliamo però il seguente blog a Sara sperando di rendere la sua permanenza a Bruxelles un po’ meno noiosa: Bruxelles Chocolat.

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Lauryn

webdesigner e grafica dal 2003, madre di una piccola nata nel 2012, felicemente sposata con un metal-informatico, sempre alla ricerca di belle cose. Profondamente delusa dall'Italia, cerco di crearmi un cantuccio felice, ma sogniamo Edimburgo come seconda casa ^_^

55 pensieri riguardo “Sara conta i mesi a Bruxelles

  • 27 maggio 2013 in 12:02
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    parole toccanti che fanno riflettere. Sono stata una settimana in Belgio, a luglio: pioggia torrenziale tutto il tempo e ti capisco. Io che non riesco nemmeno a studiare se fa freddo e c’è maltempo! un abbraccio

    Risposta
  • 27 maggio 2013 in 12:24
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    Sara, ma chi ti obbliga a restare a Bruxelles? Ma sai quanti eventi culturali passano in citta’, e tu dici qua non succede niente? Sai quante gallerie d’arte ci sono, quanti concerti, eventi, festival di cinema? Ma sul serio, in che citta’ vivi? Io a Bruxelles ci vivo da due anni, e onestamente cio’ che davvero non sopporto e’ il piagnisteo degli italiani che si lamentano di tutto. Sono un musicista per hobby, ho vissuto tra Europe Asia e Africa negli ultimi anni, e non ho mai tante possibilita’ di esprimermi e fare concerti come in questa citta’. Ok fa freddo. Ok il tempo fa schifo (come in tutta l’Europa del nord). Ma per favore, basta veramente coi luoghi comuni, uscite dalla vostra bolla e cominciate a viverla questa citta’, invece di distruggerla regolarmente. E se non vi piace, abbiate il coraggio di andarvene.

    Risposta
    • 27 maggio 2013 in 16:41
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      Alessandro, io adoravo l’auditorium a roma, per la qualità dell’acustica e la varietà di eventi. Dove sta qui qualcosa di simile?

      Risposta
      • 27 maggio 2013 in 18:31
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        L’Ancienne Belgique e’ una delle migliori sale da concerto che abbia mai visto per qualita’ di programmazione e soprattutto acustica, e ho avuto anche l’onore di suonarci. Se ami la musica classica, il Bozar e’ un teatro fantastico con una programmazione di altissimo livello. Per il jazz hai almeno 3 o 4 clubs di livello europeo (Jazz Station, poi quello in rue de la Tulipe, ecc). Il Belgio e’ il paese al mondo con il piu alto numero di festival di muscia pro capite.

        Hai mai sentito parlare di Agenda? Lo trovi gratis tutti i mercoledi nelle stazioni del metro. Oppure ti consiglio di visitare ogni tanto http://www.agenda.be per capire quanta offerta musicale c’e’ a Bruxelles. PS: io sono di Roma.

        Risposta
        • 27 maggio 2013 in 18:34
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          PS: non mi sono dilungato piu di tanto, ma potrei continuare con gli eventi musicali per un bel po’.

          Risposta
  • 27 maggio 2013 in 12:41
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    “e non voglio arrivare ad aver contati i mesi per 25 anni”. Mi sa che di questo passo morirai di depressione e non arriverai ai 25 anni di permanenza. Ma un buon psicologo? Quella è la soluzione. Sono stato a Bruxelles, forse il mio carattere e le mie abitudini sono differenti ma sono stato bene.

    Risposta
  • 27 maggio 2013 in 13:15
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    Se Bruxelles è noiosa e fredda allora io, che vivo da quasi un anno in Lussemburgo, cosa dovrei dire? Mi sparo?
    Il Lux è piccolo (ma tanto piccolo) e fa un freddo CANE (anche -15°), come se non bastasse i negozi o sono carissimi (Chanel, Gucci, Sonya Rikiel, etc.) o sono di medio-bassa qualità (Zara, H&M, Mango, etc.), lo stile è prevalentemente classico, quindi faccio una un po’ fatica a trovare cose che mi piacciono veramente (per la felicità del mio fidanzato).
    Dunque, per me è la prima esperienza all’estero, sono terrona (doppiamente: mezza pugliese e mezza siciliana) e ho vissuto in diverse città d’Italia tra cui Roma, Lecce e Milano.
    Credo che l’esperienza “milanese” sia stata fondamentale per permettermi di affrontare meglio il trasferimento in Lux, perchè nonostante il freddo non sia lo stesso, mi ha abituata all’arrivo di neve e pioggia (anche se in quantità maggiori).
    Poi da queste parti il tempo cambia anche 4/5 volte al giorno e per una meteoropatica come me non vi dico che tragedia, certi giorni vorrei sprofondare in un sonno profondo per non sentirmi male.
    A parte questo, trovo la città splendida e mi sono detta che dovevo trovare qualcosa di affine ai miei interessi, quindi mi sono messa a cercare su internet tutti i siti di eventi, i locali, i musei, le associazioni culturali, etc per capire cosa mi offriva questa città.
    Ho scoperto un mondo, non solo Lussemburgo è molto attiva da un punto di vista culturale, ma musicalmente mi appaga alla grande, il livello dei concerti è altissimo, sia riguardo a gruppi emergenti o dell’underground, sia a cantanti e band più famose.
    I musei propongono mostre molto interessanti e, a volte, sorprendenti (in questo periodo c’è n’è una addirittura sul mondo del Metal).
    I locali non sono tantissimi, ma ho notato che ne stanno nascendo di nuovi e poi io sono un’abitudinaria, ho il mio “pub del cuore” in cui mi vedo con gli amici e lì mi sento come a casa, questo mi basta per passare una bella serata.
    Ho conosciuto tante persone di diversa nazionalità con le quali sono riuscita a legare anche a un livello più profondo, e pensate che fino a qualche mese fa non parlavo per niente francese e male l’inglese ma sono riuscita a farmi capire lo stesso :P.
    Ho iniziato a “collaborare” con un sito per Italiani in Lussemburgo ( http://www.italiansinlux.com ) e abbiamo organizziamo tante serate per incontrarci e conoscerci.
    Per quanto riguarda lo shopping mi arrangio con quello che trovo un po’ qua e un po’ là, fortunatamente ho uno stile minimalista che arricchisco con accessori un po’ più particolari, quindi vado avanti e compro tranquilla 😉
    Se mi fossi fermata a quello che mi avevano detto alcune persone che hanno vissuto qui: “il Lux è noioso”, “Non c’è niente da fare”, forse avrei vissuto male questo trasferimento, invece sono contenta e sento che c’è ancora tanto da scoprire.

    Scusate se mi sono dilungata, ma spero che la mia esperienza possa essere d’aiuto a chi, come me, sta vivendo un’esperienza in una nuova città all’estero.
    Ciao ciao 🙂

    Risposta
    • 27 maggio 2013 in 13:24
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      Grazie Vale, di che ti scusi? Io spero che tutti questi commenti, sia quelli duri che quelli più costruttivi siano di aiuto a Sara innanzitutto. Anche io sono convinta come te che ciascuno deve cercare il meglio delle cose e andarselo a cercare. Se tutti le danno contro dicendole che si sta bene a Bruxelles, c’è da farsi un’analisi di coscienza. Il primo luogo dove si sta bene è con se stessi e con il proprio amore e figli (come lei che ne ha uno). Di questo sono convinta, vale il detto due cuori e una capanna, ovunque essa sia 🙂

      Risposta
  • 27 maggio 2013 in 14:26
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    in italia la gente si suicida perchè perde il lavoro e non sa come fare per dar da mangiare alla propria famiglia, ai propri figli… e mi tocca pure dover leggere che chi vive discretamente (mi è sembrato di capire) si lamenta del “senso estetico”.
    è proprio vero chi ha il pane non ha i denti.

    Risposta
    • 27 maggio 2013 in 16:39
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      Danilo, io sto qui proprio perché in Italia l’azienda per la quale lavoravo ha chiuso…. solo che invece di suicidarmi ho cercato altre soluzioni, quest’ultima a bruxelles non proprio felice. Ma almeno le ho cercate.

      Risposta
      • 30 maggio 2013 in 18:42
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        Dalla tua risposta ho avuto un ulteriore conferma del limite del tuo quoziente intellettivo. le persone che si suicidano in italia probabilmente non hanno nemmeno la possibilità di ricominciare. non è un diritto che abbiamo tutti. anche io sto facendo molti sforzi per ricominciare. ma vorrei vedere a te ritrovarti un azienda fallire, mandare per strada i tuoi dipendenti e magari ritrovarti anche con dei debiti…

        Risposta
        • 3 giugno 2013 in 10:10
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          c’è sempre una scelta. Io ce l’ho per andarmene da qui, come altri ce l’hanno per ricominciare (so bene di cosa parli).

          Risposta
  • 27 maggio 2013 in 14:33
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    Ciao Sara….
    ti capisco benissimo. Io vivo negli Emirati Arabi e qui invece che grigio e’ sempre giallo!! Per 300 giorni all’anno fa caldissimo e non si puo’ andare in giro (al contrario di te io odio il caldo): casa, macchina, lavoro e vice versa. Il deserto e’ giallo, il cielo e’ giallo, le nuvole sono gialle, tutto e’ ricoperto da un velo di sabbia gialla e, quando capita anche la pioggia e’ gialla. Quanto vorrei vedere un cielo blu con nuvole bianche.
    Ho un bimbo che inizia a camminare e siamo costretti a stare tutto il giorno in casa, niente piu’ passeggiate mattutine o serali, l’umidita’ e il caldo eccessivo ti schiacciano. L’alternativa e’ il centro commerciale, ma non si puo’ mica passare la giornata (tutti i giorni) cosi’.
    Dicembre e gennaio sono gli unici 2 mesi in cui si puo’ vivere, ma si puo’ vivere solo 2 mesi l’anno???

    Risposta
    • 27 maggio 2013 in 15:20
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      uh valeria, pure io odio il caldo, mi fa venire la depressione…in un posto così morirei di ansia…

      Risposta
    • 27 maggio 2013 in 16:38
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      Non l’avrei detto Valeria… ma capisco che significa 🙂

      Risposta
  • 27 maggio 2013 in 16:36
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    Grazie a tutti per i commenti 🙂
    Una sola domanda, perché quando uno ha un lavoro (per i quale ha superato diversi colloqui e che si tiene lavorando bene), allora perde il diritto al resto? perché ci sono persone che in Italia si lamentano come o peggio di me ma solo perché stanno in Italia ne hanno diritto?

    Risposta
    • 27 maggio 2013 in 18:37
      Permalink

      Personalmente, a me non piace la gente che si lamenta, a qualsiasi latitudine. In questo senso, hai diritto a lamentarti quanto chiunque altro, cosi come noi abbiamo diritto a dirti che forse stai un po’ esagerando e che dovresti vivere Bruxelles con un altro spirito e forse con maggiore curiosita’.E forse le cose andranno meglio.

      Risposta
  • 27 maggio 2013 in 19:57
    Permalink

    Effettivamente penso anch’io che sia una visione un pò esagerata! Ho una bimba di un anno e mezzo e mi sono trasferita a Bruxelles con lei ed il mio compagno 8 mesi fa alla ricerca di lavoro. Non abbiamo nessuno qui che ci aiuti con la bimba, a parte l’asilo, e ti assicuro che non è facile incastrare i tempi tra lavoro, bimba e il resto. Eppure sto benissimo in questa città, appena possiamo usciamo (sole, pioggia o neve che ci sia), incontriamo amici e non sappiamo mai quali dei tremila eventi scegliere tra quelli proposti. Il sole non c’è tutti i giorni ma quando viene fuori Bruxelles è splendida! Direi che bisogna anche incontrare le persone giuste: ci sono tantissimi stranieri qui che amano Bruxelles, spero che Sara ne incontri qualcuno per avere una visione più positiva della vita qui 😉

    Risposta
    • 3 giugno 2013 in 10:04
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      Grazie Giusy, ho conosciuto molte persone e visitato Belgio, nord della Francia, Olanda e un po’ di Germania. Ma sta’ città mi annoia. Non fa per me 🙂 Per i tempi capisco perfettamente! Con un bimbo e nessuno che ti aiuti e il lavoro che si deve portare avanti, qualche volta è complicato.

      Risposta
  • 27 maggio 2013 in 20:19
    Permalink

    Salve. Mi chiamo Serena, sono di Roma e vivo a Stoccarda. Ho letto il post di Sara e devo ammettere che mi dispiace per lei. Fino a qualche anno fa ero abituata anche io all’Auditorium, estetica, bel tempo, arte, foro romano, pizza e chi ha più ne metta, ma sinceramente, non tornerei mai e poi mai indietro. A Roma contratti a progetto per ben 8 anni. Mai assunta. Mai la possibilità di comperarsi (o affittare) uno straccio di casa. Così me ne sono andata e ora sono rinata. Ho nuovi amici tedeschi, vivo la città ogni sera e mi sono iscritta anche ad un corso di teatro e frequento un coro. Faccio di tutto per integrarmi e credo di essere sulla buona strada. Vedo la mia famiglia ed i miei amici romani molto spesso, perchè vengono spessissimo a trovarmi (io evito di tornare a Roma, perchè è lì che mi deprimo). Coraggio! Contare i giorni non serve a nulla. La prigione ce la si crea nella mente. Qualsiasi posto può essere meraviglioso, basta adattarsi e vedere il lato bello delle cose. E se proprio non ce la fai, tornatene a casa, con tutti gli svantaggi che ne conseguiranno.

    Risposta
  • 28 maggio 2013 in 23:28
    Permalink

    Domanda stupida e – giuro – che non vuole essere polemica: perché non te ne vai? La tua è un’opinione, condivisibile o meno. In Belgio ho passato solo pochi mesi, il tempo dell’erasmus, ormai quasi dieci anni fa. E forse proprio per il contesto, mi sono innamorata di quel paese. I legami che ho stretto? Solo con belgi, gli italiani troppo occupati a stare fra loro. Ma non metto in dubbio che passare anni lontano da quello che consideri come casa sia difficile. E allora torna a casa, appena puoi. O per lo meno allontanati da Bruxelles: non hai tutti i torti a ritenerla una città cupa e fredda. Altrove, in Belgio, puoi trovare sempre un’attività nuova cui partecipare: concerti e teatri gratuiti, e circoli culturali di ogni genere.

    Risposta
    • 3 giugno 2013 in 10:08
      Permalink

      Ciao Manu, fare un erasmus è diverso da vivere stabilmente in un posto 🙂 Ad ogni modo, si me ne vado appena trovo altrove. Questo posto non fa per me. Probabilmente se prendessi una persona che ama la neve e la mettessi a vivere su un’isola tropicale, quella persona si sentirebbe forse un po’ come me… è questione di aspettative, desideri, personalità, è questione di come uno vuole vivere la sua vita 🙂

      Risposta
  • 3 giugno 2013 in 10:21
    Permalink

    Credo che un mio post conclusivo sia necessario per difendere la mia posizione.
    1. Potrei fare un elenco di tutte le cose che ho fatto qui in 4 anni (viaggi, we, giornate fuori, corsi, hobby, palestra, ho cambiato 3 case arredandole come più mi piaceva) ed ho anche avuto un bellissimo bimbo 🙂 Ma il fatto è che ‘sto posto non mi piace, che non c’è vitalità, che trovo la gente superficiale, e che il clima non fa per me. Ci sono venuta per lavoro.
    2. Perché quelli che si lamentano della mancanza di lavoro in Italia non vengono qui, si trovano un lavoro e se lo tengono, imparano due lingue straniere e ci vivono?
    Giudico, come alcuni di voi hanno fatto con me. Vi sembra sensato? Vi sembra costruttivo?

    Risposta
    • 30 ottobre 2013 in 12:58
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      Ciao Sara,sono Petra ,sono Belga e vivo da 12 anni in Italia,sono sposata con un Italiano ho 3 figli .Io dal primo giorno che sono arrivata in Italia non mi sono mai sentita a “casa”.Per colpa della gente”fredda”,per l’estetico come dici tu,eccc…. Allora tutti mi dicono perchè non torni in Belgio ,e io rispondo :un bel giorno che mio marito si rende conto che possiamo vivere un pò meglio in Belgio ,quel giorno lasciarei tutto qua e partirò subito,credetemi!!!!!Belgio magari non è cosi bella come Italia ,ma seconde me si vive meglio!!!!!!!!

      Risposta
      • 30 ottobre 2013 in 16:27
        Permalink

        Grande Petra, e se lo dici tu che sei belga! Un saluto, Laura

        Risposta
  • 7 novembre 2013 in 16:17
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    Ti capisco, condivido ogni parola di quello che hai scritto. Credo che semplicemente Bruxelles non è per tutti. Però ti aiuta a capire tanto, a saper fare delle scelte. A una fanatica di carriera come me, la vita a Bruxelles ha insegnato che nella vita c’è altro, che la carriera non è tutto e che se la tua vita in un posto è triste, tu da quel posto devi semplicemente andartene.

    Risposta
  • 25 marzo 2014 in 17:23
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    Ciao Sara io al contrario di te vorrei venire a Bruxelles e farmi una vita li ho letto il tuo modo di vedere questo paese e sono d’accordo ma guarda che in Italia spirate le stagioni la gente ora nn è’ tanto meglio magari se mi puoi dare dei consigli su come trovare un’impiego te ne sarei riconoscente grazie b

    Risposta
  • 18 novembre 2014 in 12:50
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    Complimenti per l’articolo Sara, cogli nel segno lo stato d’animo della stragrande maggioranza di noi italiani qui a Bruxelles, me compreso.La vita non é solo lavoro, ma é gusto estetico, senso della Bellezza, che noi italiani ci portiamo dentro da atavica memoria, e che qui manca. Coraggio é anche saper rientrare, e non limitarsi a compromessi che debolmente riescono a dare un po’ di colore alla 50 e piu’ sfumature di grigio.

    Risposta
  • 1 aprile 2015 in 12:19
    Permalink

    Senso estetico? Bellezza? Bel tempo e sole? Io vivo nella Capitale, nella quale da anni per vedere delle belle giornate ci si deve mettere d’impegno. Se proprio vogliamo buttarla sul clima qui c’è un’umidità allucinante, che esalta sia le temperature fredde che quelle calde, altrimenti di sicuro moderate. In Belgio ho trovato un clima decisamente più secco, c’erano dai 2 ai 4 gradi quando sono andata l’ultima volta e nemmeno me ne accorgevo. Tralascio le ulteriori e numerose considerazioni che avrei da fare, perché rispetto la libertà di opinione e il gusto della blogger, non siamo tutti uguali e se non ti piace non ti piace. Ma davvero, mi chiedo dove siano bellezza e senso estetico in un Paese nel quale ormai la fanno da padroni soltanto arroganza estrema, campanilismo, mancanza di senso civico, maleducazione e volgarità. E ancora disservizi, disoccupazione sempre più elevata, crisi finanziaria lontana dal risolversi malgrado le assicurazioni (perché io “sacrifici” tra l’altro vengono imposti solo ai cittadini,a beneficio di pochi). Forse non è un caso se soltanto gli italiani (per fortuna non tutti) si trovano male all’estero e non riescono ad integrarsi perfettamente. E ancora non è un caso se sempre più il nostro Paese scende in fondo alla classifica per qualità della vita. Io come posso me ne vado, ovunque, ma non qui.

    Risposta
    • 1 aprile 2015 in 12:31
      Permalink

      Ciao Ninfadora, grazie del tuo racconto. Vivi nella capitale = Roma? Davvero mi dici che per vedere belle giornate devi mettertici d’impegno?
      In ogni caso il clima generale è molto cambiato negli ultimi anni, io da che conosco Edimburgo ho cominciato a confrontare temperature, periodi e perturbazioni e alla fine son quelle che girano, prima o poi ce le si becca tutti. E’ il clima generale cui bisogna far riferimento, concordo.
      In ogni caso come si diceva altrove, bisogna prima stare in pace con se stessi, altrimenti dove vai vai, ti troverai male. Ecco perché ho deciso di non lamentarmi più dell’Italia (tanto di motivi ne abbiamo a sufficienza e sono alla portata di tutti), ma di accettare ciò che c’è di buono e progettare però il trasferimento nel caso il lavoro non si decida a farsi trovare.
      grazie ancora Ninfadora!

      Risposta
  • 1 aprile 2015 in 14:52
    Permalink

    Ebbene si sono anni ormai che Roma è più piovosa di Londra 🙂 ma come giustamente fai notare tu il problema non è tanto il meteo, quanto ciò che abbiamo dentro di noi. Ci sono sempre più italiani all’estero e io stessa mi auguro di offrire a mia figlia un futuro altrove, in tutta franchezza, pur vivendo tranquilla e serena qui con la mia famiglia. Amo l’Italia per carità, ma non ci si vive bene, a meno che tu non sia un turista che ci trascorre le vacanze o un riccone che non si preoccupa di andare in giro con i mezzi pubblici e di avere a che fare quotidianamente con disservizi di ogni genere. L'”italiano medio” è affetto da sindrome bipolare: da una parte non gli sta bene nulla, dall’altra, non appena lo si trapianta altrove e possibilmente con tutto quello che lamentava di non avere a casa…inizia a rimpiangere mammona, pizza e mandolino. Sad but true. Il futuro è in Europa, è multiculturale e significa uscire dagli angusti confini di quello che percepiamo come “sentirsi a casa”. E mi dispiace molto leggere certe cose sulla capitale d’Europa. Invece il commento su Lussemburgo mi ha estasiata. Una mostra sul metal?!? Ma quelli stanno troppo avanti!!!! ^__^

    Risposta
    • 1 aprile 2015 in 16:52
      Permalink

      ahah grande, vedo che siamo sulla stessa linea di pensiero.
      nella mia piccola esperienza vedo che chi emigra per necessità, senza scegliersi il posto dove andare, alla fine lo odierà. ecco perché bisogna ponderare e considerare molte cose ma soprattutto amare in partenza la destinazione, non tanto per le bellezze ma per il quotidiano. come ho romanzato un po’ in un mio ultimo articolo, il pensiero di un bus mai pieno e con persone educate che si mettono in fila per salire è un’utopia in Italia ma uno standard in Uk. Tanto per dire… 😀

      Risposta
  • 13 settembre 2015 in 11:56
    Permalink

    Ciao Sara,
    credo di capire il tuo stato d’animo, mi ritrovo in molte delle tue sensazioni riguardo a questa città così ambigua.
    Ambigua prima di tutto perché devi apprendere due lingue pur vivendo in un paese che bilingue non é, un paese dove le contraddizioni e il dilettantismo regna sovrano, a parte i “tanti” eletti che vivono e lavorano nell’ambito delle istituzioni europee e limitrofi…
    Non credo che tutti gli italiani all’estero si lamentino, ma qui a Bruxelles ne ho incontrati tanti. Il tempo, le due lingue, il melting pot culturale alla belga, cioé due enormi comunità, quella marocchina e quella turca che occupano una grande area cittadina, un po come l’esquilino a Roma con la differenza che qui sono ben integrati, tant’é che la loro carta d’identità é belga e pagano le tasse, a Roma no. Questo fa si che chi arriva qui pensando di visitare o vivere nella capitale d’Europa, rimanga un po spiazzato.
    Nelle scuole pubbliche della città c’é una percentuale di bambini musulmani pari all’80% e scrivo questo sperando che non sollevi nessuna polemica razzista, solo per rendere meglio l’idea della città, soprattuto a chi dal nostro bel paese si lamenta delle famiglie romene nelle graduatorie.
    La gente si chiude in casa alle 18 con la zuppa un po per ragioni culturali e soprattutto climatiche, ma anche per via di una enorme microcriminalità ed alcolismo nelle strade.
    Non capisco chi ti dice di non doverti lamentare, sembra quasi che chi riesce ad abituarsi a queste dinamiche così differenti alla nostra cultura abbia l’esclusiva delle ragioni.
    Lamentatene pure di queste tue sensazioni, é umano cercare di migliorarsi e migliorare la propria vita, a volte anche mettendo in discussione delle scelte fatte nel passato.
    Un saluto,
    s

    Risposta
  • 4 novembre 2015 in 23:16
    Permalink

    Concordo in pieno al 200% quanto detto da sara!!il belgio e’ un posto spento, Senza carica e Senza energia. ognuno ovviamente e’ libero di starci o di non starci..

    Risposta
  • 5 novembre 2015 in 10:12
    Permalink

    ciao Francesco! Cavolo questo Belgio deve essere veramente triste!! Grazie del tuo contributo, a presto!

    Risposta
  • 26 aprile 2016 in 11:59
    Permalink

    Ho visto questo articolo, e mi sentivo in dovere di scrivere un piccolo commento pure io :
    -Tenendo a precisare che ho Tantissimi amici che mi vogliono molto bene a Bruxelles, più il fatto che parlo 5 lingue perfettamente ecc… quindi nessun problema da un punto di vista sociale.
    -Precisando per altro che non sono assolutamente il tipo di persona che si lamenta per qualsiasi baggianata, AL CONTRARIO cerco sempre di adattarmi a tutto, di trarre il meglio da qualsiasi situazione.

    Detto ciò :
    Per me Bruxelles à probabilmente la peggior città in cui abbia mai vissuto.
    -PUZZA, SPORCIZIA nella maggior parte della città
    -CRIMINALITA, ALCOLIZZATI dalle 6 del pomeriggio in poi
    -GRIGIO, FREDDO, PIOGGIA 350giorni l’anno
    -se non siete belgi, farvi amici BELGI è DIFFICILISSIMO. Molto introversi, pochi interessi comuni, ecc
    -NESSUN SENSO ARTISTICO, ESTETICO… sembrerà una cavolata… ma è molto triste vivere in un paese, dove il CENTRO della CAPITALE à costituito per la maggior parte di case disgustose, piazze luride, etc…. viveteci un pò e capirete di cosa parlo
    -potrei fare altre mille critiche, come il fatto che i belgi di periferia parlino come dei microcefali analfabeti alcolizzati, il fatto che la maggior parte delle persone neanche sembra si lavino in modo quotidiano, il fatto che solo per invitare dei belgi a cena ci vogliono inviti 1 o 2 settimane prima manco si trattasse dei reali di Inghilterra… tantissime assurdità culturali incontrate solo in questo paese, ma la smetto per non esser troppo pedante.

    Conclusione : Devo vivere qui per ancora 2 anni… poi ritorno in Italia…. Dopo 3-4 anni qui NON NE POSSO PIU!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! Mi rendo conto ora che preferirei guadagnare uno stipendio dimezzato in Italia, piuttosto che essere ricca in un paese di M***** simile.

    FINE

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    • 26 aprile 2016 in 12:05
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      Ciao Roby! Che tristezza questa città! Non viene proprio voglia di visitarla 😀
      Io spero per te che trovi qualcosa altrove, in Italia non lo auguro a nessuno di lavorare …
      in bocca al lupo!

      Risposta
  • 5 luglio 2016 in 23:01
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    Ciao, avevo fatto un commento un po di tempo fa. Ho riletto la correspondenza e Volevo lasciarne un altro. Ci sta che Bruxelles non e ‘ una citta’ pulitissima (vogliamo parlare di Roma?) Ma ha comunque ha i suoi vantaggi ( gli svantaggi li dico dopo).

    1) il lavoro, c’e’ n’e’, in abbadondanza, mediamente piu pagato che in Italia ( anche per chi lavora non per la EUROBUBBLE). Secondo me per godersi la vita ( Cioe’ fare un po’ di attivita’ e viaggiare spesso) qui ci vogliono almeno 2.000 euro metti Al mese.

    2) gli spostamenti: si puo’ girare a piedi o in bici quasi sempre e raggiungere I vari punti Della citta’.

    3) le connessiomi con le altre capitali (londra, parigi, Amsterdam)

    4) le attivita’: mille possibilita’ per sport e corsi anche di discipline che in Italia non sono ancora mainstream.

    5) ci sono tanti giovani

    6) grande tolleranza, per esempio per la comunita’ LGBT. Qui stanno km avanti rispetto a noi.

    Vediamo alle note dolenti (almeno per la mia esperienza)

    1) ovvio, il tempo. Puo sembrare Una cosa di poco Conto Ma per chi e’ nato e cresciuto Al sud ( e io sono emiliano non siciliano per capirci) e’ una grande sofferenza. Io sono abituato che anche se l’inverno e’ freddo, poi arriva l’estate. Ci si sveste, si va Al mare anche con la macchina, ci si ricarica, si sta Fuori Alla sera, si va a mangiare in collina per stare Piu freschi, tutta un altra vita. Qui l’inverno sembra non finire mai e gia’ sai a Luglio che l’estate che non e’ ancora cominciata sta Gia’ finendo.

    2) I rapporti umani. I belgi sono troppo riservati, freddi, poco sponatenei. Qui la Gente programma Tutto con settimane di anticipo e si lascia troppo poco spazio per un po’ di imprevisto. Questo per noi mediterranei rende le Piu’ difficili perche’ le cose belle succedono a volte anche per caso.

    Ciao!

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    • 8 agosto 2016 in 10:51
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      Ciao sono pienamente d’accordo con Sara e con l’accurata analisi fatta da Francesco. Io sono da 15 anni all’estero di cui gli ultimi 5 passati a Bruxelles. Parte della delusione di questa città deriva che dal fatto che essendo una realtà piuttosto piccola ed avendo molte risorse in quanto “capitale” dell’Europa ci si aspetterebbe molto di più e invece a parte il lavoro non offre molto e, a parte qualche servizio pubblico che funziona decentemente, il resto è sporcizia e servizi di qualità mediocre e costosi nel migliore dei casi. Come Sara ho fatto corsi e partecipato ad attività sociali ma tutto è condotto in maniera piuttosto formale, s’impara la lezione e si va a casa, al Massimo si va tutto insieme a prendere una birra dopo in maniera molto dimessa. Gli inviti a cena si contano sulle dita di una mano ed è anche difficile invitare la gente a casa in maniera informale, meglio incontrarsi al pub e bere, bere, bere. Stanco di tutto questo per un periodo ho deciso di non bere più alcolici e quindi i pochi rapporti sociali che avevo si sono dileguati. Come dice Francesco realtà come lgbt sono più rilassate, ne do pieno atto, comunque niente di paragonabile alle altri capitali. Di nuovo ho partecipato a un po’ tutte le iniziative e gruppi però alla fine tutto molto light e ridotto alla frequentazione dei 4 bar che delimitano una piccola via del centro. In realtà quest’esperienza mi è servita per riaprire gli occhi sull’Italia e gli italiani, con tutti i difetti che ci sono e riconoscendo che il lavoro è pur un aspetto fondamentale per vivere, la qualità di vita che c’è nel nostro paese è incomparabile… Contando i giorni.

      Risposta
      • 8 agosto 2016 in 11:10
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        molto triste Giorgio…quando sento capitale d’Europa mi vengono i brividi, io per capitale d’Europa intendevo Londra, quella sì che è piena di vitalità. E invece se ne vuole andare con il Brexit. Sto a lutto -_-
        Ti auguro di trasferirti in un posto migliore. Che lavoro fai?

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