Una chiacchierata fra expat e futuri expat

In merito al mio ultimo articolo sul sondaggio sugli stipendi UK,  volevo proporre una riflessione. Nel confrontarmi con altri expat, all’interno di Facebook e su queste pagine, mi sono resa conto che molti sono andati via dall’Italia prima dell’inizio della crisi. Inevitabilmente l’hanno avvertita anche loro la crisi dall’estero, ma in modo moderato rispetto alla situazione italiana, vuoi perché non l’hanno vissuta direttamente, vuoi perché non hanno amicizie con cui fare confronti seri in merito.

Ci si è ritrovati pertanto a parlare di quanto gli stipendi non siano poi questo granché in Uk e che bisogna farsi bene i conti in tasca, di non entusiasmarsi poi tanto per una cifra di base più alta, perché il costo della vita lì è ben diverso. 

A parte che dai confronti effettuati con persone emigrate da pochi anni, il costo della vita è alto solo per alcune cose, il resto è normale routine per chi vive in Italia: confrontarsi con soldi che in banca finiscono prima della fine del mese, dover decidere la priorità fra due beni primari, e non parlo di comprare l’iPhone o il nuovo paio di scarpe della Nike, parlo proprio di scegliere fra la spesa, i medicinali, le cure mediche a pagamento (dentista in primis) o l’abbigliamento di prima necessità.

E’ vero, l’Italiano medio è incline al lamento, ed è difficile distinguere la realtà quando si è fuori dall’Italia da troppo tempo. Ma basta farsi due conti in tasca anche qui. Per fortuna la moneta è una scienza esatta, se due più due fa quattro, in Italia si parla solo di sottrazioni. Mettere da parte qualcosa è impossibile. Se c’è necessità si paga tutto a rate, con il rischio di indebitarsi oltremodo, e se non hai dei nonni come noi ad aiutarti, posso dirlo, sei fottuto. E allora l’unica via di scampo sembra, ma lo è a tutti gli effetti, provare a lavorare fuori, ed è ovviamente facile entusiasmarsi per quelle duecento euro di differenza in più che ti rimangono al mese.

Ecco, chi è partito per l’estero prima della crisi farà fatica come noi, ma fra mettere da parte zero o cento euro, e invece andare a debito con lo Stato, con i fornitori, o anche “solo” con i nonni, è quello che fa la differenza.

Per cui ecco, sì, non partite con l’idea di diventare ricchi, ma valutate anche chi avete di fronte. Se chi è partito prima della crisi dice che si arranca, va bene, ma non sarà mai come in Italia, in cui il lavoro non c’è, e tu lo sai bene vero?

Detto questo un ultima controbattuta: è facile dire che io sia attaccata ai soldi, quando sul mio conto corrente in questo momento ho 19€. E permettetemi di sognare in un momento in cui le cose arrancano ad andare bene. Ma anche questa è una cosa che già sai 🙂

Buona programmazione di espatrio a tutti!

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Lauryn

webdesigner e grafica dal 2003, madre di una piccola nata nel 2012, felicemente sposata con un metal-informatico, sempre alla ricerca di belle cose. Profondamente delusa dall'Italia, cerco di crearmi un cantuccio felice, ma sogniamo Edimburgo come seconda casa ^_^

12 pensieri riguardo “Una chiacchierata fra expat e futuri expat

  • 27 ottobre 2014 in 18:58
    Permalink

    Non posso che concordare con te su ogni singola parola. Ho vissuto a Londra per due mesi nel 2006 e, a parte gli studenti, che trovano lavoretti quasi sempre, era difficile già all’epoca. Anche se trovavi lavoro, comunque lì la vita costa di più.
    PS: abbiamo il conto corrente cointestato io e te? Ahahah
    Baci baci

    Risposta
    • 27 ottobre 2014 in 19:06
      Permalink

      LOL stessa cifra? ahahahah
      cmnq Sara, sempre in rapporto a Napoli, nel tuo caso è cara. Se vieni a Milano, vedrai che è uguale. Infatti ti dirò, a vivere al sud, forse ci penserei due volte ad espatriare…il problema è sempre il lavoro ahimé!

      Risposta
  • 28 ottobre 2014 in 10:30
    Permalink

    Ciao Laura!

    Ho letto i tuoi articoli e sono d’accordo con te.

    Io personalmente quando sono partito per Londra ero partito con l’obiettivo da fare esperienza nel settore in cui sto lavorando adesso e il mio stipendio era ben al di sotto della media. Arrivavo a circa £1400 al mese, ma vivevo in zona 6 dove gli affitti sono più bassi e gradualmente questo stipendio sotto la media mi ha aiutato a evitare di acquistare cose inutili e diventare più minimalist (a parte qualche viaggio, ma a quelli non posso mai rinunciare!)

    Si vive sicuramente meglio ma non è il paradiso, però credo che con il tempo e l’esperienza di conseguenza aumentino anche gli stipendi e si può avere un tenore di vita migliore. Di certo non come in Italia dove sembra che gli stipendi si abbassano sempre di più!

    Ora ti racconto una cosa: lo scorso Gennaio avevo trovato un’offerta di lavoro interessante a Milano e avevo inviato il CV per curiosità. Ricevo risposta e faccio ben due colloqui e dopo qualche settimana mi arriva la mail che ero stato selezionato. Il contratto a progetto prevedeva una retribuzione di 700€ mensili fino alla fine del 2014. Ovviamente ho declinato l’offerta dicendo che avrei fatto fuori lo stipendio quasi esclusivamente per raggiungere l’ufficio dell’azienda!

    Questo per dirti che la situazione italiana secondo me è tragicomica..

    Un saluto, Gianluca

    Risposta

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