Valentina, a Glasgow per lavoro, non disdegnerebbe di tornare in Italia

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In controtendenza con le ultime testimonianze raccolte, ecco il racconto di Valentina.

Ciao Valentina e benvenuta. Leggendo il tuo profilo di Facebook si nota che ti sei diplomata a Siena per poi frequentare l’università a Glasgow. Raccontaci di questo salto: che studi hai fatto?

 

ValentinaCiao Laura, sì ho studiato al liceo linguistico in provincia di Siena, dopo la maturità ho deciso di tentare con l’Università ed ho scelto Psicologia del Lavoro a Firenze, che ho frequentato per poco meno di un anno perché non faceva per me: non era ben organizzata, troppi iscritti (nonostante il test d’ammisisone molto selettivo), aule che cadevano a pezzi, insegnanti menefreghisti e corsi poco strutturati. La stessa estate ho lavorato in un negozio nella mia città e ho deciso di partire insieme al mio ragazzo per andare all’estero, per la precisione a Glasgow, per un periodo di massimo 6 mesi, giusto per migliorare la lingua e fare un’esperienza.
Una volta arrivata, trovato lavoro all’Hilton e migliorato notevolmente l’inglese ho scoperto che l’università era pagata per gli studenti Europei da un ente governativo e così ho fatto domanda per la facoltà di economia e sono stata ammessa. Mi sono laureata a Novembre 2012 in Business con indirizzo Marketing e Turismo. Dovevo stare massimo 6 mesi e sono ormai più di 5 anni che abito qui.

Hai persino lavorato da Starbucks, ora fai finalmente il lavoro per il quale avevi studiato?

 

Da Starbucks ci ho lavorato part time durante gli anni all’università per potermi mantenere, mentre in estate tra un anno accademico e l’altro ho fatto stage in aziende in Cina e UK.
Al momento lavoro per IBM, mi occupo di Opportunity Management per i Business Partners e nel tempo libero lavoro come free lance, faccio traduzioni di siti internet, brochures per aziende Italiane e mi occupo di marketing e vendite per un’azienda Scozzese.

Come ti trovi? Sono socievoli gli scozzesi di Glasgow?

 

Mi trovo molto bene a dire la verità (altrimenti non sarei stata qui così a lungo) la maggior parte dei miei amici è Scozzese o internazionale, ho anche molti conoscenti Italiani, ma che non vedo molto spesso. Gli Scozzesi sono molto “friendly” e gentili, sempre pronti ad uscire e divertirsi, anche se devo ammettere che ce ne vuole di tempo per passare dal “sì, usciamo a fare baldoria” ad essere davvero amici stretti.

A distanza di anni rimpiangi qualcosa dell’Italia? Ci torni spesso? Mi sembra di capire che in controtendenza vorresti tornare in italia, quali sono le ragioni che ti spingono a pensarci?

 

In Italia in genere torno 2-3 volte all’anno ed a dire la verità la cosa che più mi manca, e forse anche l’unica, è la famiglia e quegli amici stretti che si contanto sulle dita di una mano.
Vorrei tornare a casa un giorno perché tutta la mia famiglia vive lì e siamo molto legati, so che non potrei mai “metter su famiglia” lontano da “casa casa”, non perché non mi piace Glasgow, perché non mi sento integrata o perché mi manca il cibo e il sole, semplicemente perché quella è la mia vera casa, nonostante tutti i problemi che ci sono al momento; voglio passare del tempo con i miei nonni, esserci per i mei genitori quando avranno bisogno di me e crescere i miei figli a casa.

Visto che hai un lavoro lì, la prospettiva di rimanere disoccupata qui in Italia per tempo indefinito (cosa peraltro non difficile) ti spaventa?

 

Ovviamente non lascerei mai un lavoro con contratto indeterminato senza avere qualcosa in mano in Italia, perché si sa cosa si lascia ma non si sa cosa si trova. Nel momento in cui troverò qualcosa o riuscirò a mantenermi come free lance tornerò a casa, ancora sono giovane e altri 3-4 anni possono tranquillamente passare.
Inoltre credo che per coloro che hanno voglia di fare e sanno adattarsi, le opportunità ci sono ovunque, il paradiso non esiste, le cose vanno male ovunque, in alcuni posti di meno e in altri di più, basta sapersi adattare ed essere convinti delle proprie scelte per essere felici ed andare avanti anche nei momenti difficili. Molti pensano che trasferirsi all’estero sia facile, beh posso dire che dopo le difficoltà degli ultimi 5 anni non mi spaventa più nulla, nemmeno la situazione lavorativa Italiana.

Se posso, che difficoltà in particolare?

 

Riguardo alle difficoltà sono: trovare casa, essere sfrattati dai padroni, avere a che fare con agenzie che non danno indietro la caparra, lavorare anche 60ore a settimana nei ristoranti italiani per i primi 3mesi, lavorare 25 ore a settimana e studiare allo stesso tempo per potersi mantenere, farsi valere con colleghi a lavoro e uni che parlano inglese madrelingua. Ovviamente con il tempo tutto migliora ma non è come essere in Italia viziata, servita e riverita dai genitori…

Niente di diverso da un andare a vivere da soli, che sia in Italia o altrove, insomma…però hai aperto un blog (Scotventure) proprio per aiutare chi deve superare queste difficoltà in Scozia…

 

Sì, il sito ha come scopo quello di aiutare coloro che si vogliono trasferire ma non sanno come. O per coloro che hanno bisogno di piccoli chiarimenti, aiuti, info o semplicemente fare due chiacchere con altri ragazzi nella loro stessa situazione. Il sito è nato da un vecchio blog che scrivevo nel 2010-2012 e date le tante email e i commenti che ricevevo ogni giorno, con il mio ragazzo ed un nostro amico abbiamo deciso di portare il progetto al “next level”.

Grande Valentina, e grazie per il sito, lo leggo anche io e ci sono sempre tante cose utili ed interessanti!

Se posso aggiungere un mio commento rispetto al tornare in Italia, le cose sono molto cambiate già rispetto a 5 anni fa, te lo dice una che la vive da dentro e che un lavoro bene o male ce l’ha, seppur da freelance. Dal 2010 personalmente gli affari sono cominciati a calare e il lavoro dipendente è un’utopia. Persino gli operai fanno fatica a trovare lavoro perché gli immigrati sottostanno volentieri alle condizioni di fame cui vengono sottoposti (lavoro nero, tasse non pagate, stipendio da fame)… il paradiso non esiste certo, ma qui siamo fermi, allo stallo…e piano piano stiamo smettendo di crederci. Ecco perché cercare fortuna all’estero sembra essere l’unica soluzione. Se la situazione non migliora credo che rimarrai a Glasgow ancora per molto tempo, e non credo sia un male. Un abbraccio e grazie!

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Lauryn

webdesigner e grafica dal 2003, madre di una piccola nata nel 2012, felicemente sposata con un metal-informatico, sempre alla ricerca di belle cose. Profondamente delusa dall'Italia, cerco di crearmi un cantuccio felice, ma sogniamo Edimburgo come seconda casa ^_^

3 pensieri riguardo “Valentina, a Glasgow per lavoro, non disdegnerebbe di tornare in Italia

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