Valeria va e torna dalla Germania: il web è importante in Italia, basta (re)inventarsi!

Grazie Laura per questo spazio!

Mi fa piacere condividere la mia esperienza con la community di My Place In The World.

Ho vissuto a Monaco di Baviera 2 anni e 5 mesi. Precisamente, dal 31 marzo 2008 al 31 agosto 2010.

Noterete la precisione con cui ricordo le date, ma in un Paese come la Germania vi assicuro che le date, per banali questioni di meteo, fanno la differenza!

Non si trattava della mia prima esperienza all’estero, in quanto durante l’università ero stata in Erasmus a Lione poi, in India, a Hyderabad, per un programma di studio più breve.

Al termine degli studi economici, stavo lavorando in una società di revisione dei conti, ma sapevo che quella non era la mia strada. Nel corso dell’università, avevo avuto delle esperienze di stage in marketing e quello era, professionalmente, il mio mondo.

Avendo visto, tra le offerte di lavoro sul sito dell’università un’opportunità di stage presso l’azienda Experteer GmbH, un nascente career service online a Monaco, decisi di “lanciarmi” e inviare il cv. Peraltro, stavo frequentando un corso di tedesco in quanto da tempo volevo riprendere la lingua studiata al liceo e poi abbandonata…

Chiamata da due persone dell’azienda in rapida successione, avuta l’offerta di stage (stipendio pari a quello di un neo assunto a tempo indeterminato in Italia!), chiesi espressamente che il mio contratto fosse di soli 3 mesi rinnovabili a 6, in quanto non ero sicura di trovarmi bene, di “resistere” a Monaco.

Non appena trasferitami e ancora senza casa, mi innamorai subito della città!

Grazie a una mia collega spagnola che si era trasferita a Monaco anni prima per un Erasmus e aveva poi deciso di rimanere, iniziai a frequentare il giro degli studenti Erasmus.

Se vi trovate a Monaco per studio o lavoro e avete tra 20 e 28 anni, vi raccomando di entrare nel giro MESA, il locale ESN (Erasmus Student Network). Oltre alle leggendarie feste, il gruppo organizza splendide gite molto economiche in Baviera e Austria. Ho avuto modo, con loro, di visitare moltissimo nei dintorni di Monaco, oltre a Salisburgo e Vienna (weekend lungo in ostello nuovo e pulito, nell’ordine dei 40 euro incluso bus da Monacoe visite guidate). Ho fatto anche molte amicizie con stranieri, molti Italiani e Spagnoli a Monaco non solo per Erasmus ma per lavoro, PhD o altro.

Ben prima del termine dei tre mesi, l’azienda mi ha offerto di rimanere altri tre mesi e poi a tempo indeterminato, a condizioni davvero ottime.

Devo dire che per me è stata l’occasione di iniziare a lavorare nel settore ecommerce, ambito in cui la Germania è molto avanti rispetto al nostro Paese.

… e allora, perché ho deciso di rientrare?

Come detto sopra, ho legato principalmente con stranieri come me.

Anche se a 20-25 anni può essere divertente, molti giovani Italiani all’estero vivono una condizione di “Erasmus permanente” che alla lunga può stancare. Ad un certo punto, viene voglia di rientrare in Italia a “prendersi le proprie responsabilità”, stando più vicini alla propria famiglia, magari pensando di metterne su una propria, di famiglia…

All’estero sono cresciuta professionalmente, qui in Italia ho avuto di più, a livello personale.

Specifico che il mio “vivere in Erasmus” a Monaco non sia stata una scelta, ma un qualcosa che è capitato a me così come a molti altri Italiani. Sarà un caso?

Io non penso, premesso che i Bavaresi non sono molto ospitali e hanno abitudini così lontane dalle nostre che risulta difficile integrarsi.

Inoltre, provate voi a sopravvivere a 5 mesi all’anno al gelo ed alla neve perenne!

Sicuramente ci sono molte cose che ricordo con piacere e che mi mancano anche, per esempio:

  • Sul lavoro, non c’è mai bisogno di negoziare. Il prezzo che un fornitore vi offrirà sarà sempre un prezzo equo;
  • Oktoberfest e feste varie della birra durante l’anno: sono fantastiche e i Bavaresi ci tengono/credono, sul serio. Vanno in Tracht (abiti tradizionali) anche in ufficio! E sì, l’ho fatto anch’io…
  • Sport invernali: quanto mi manca la magia del pattinare sul ghiaccio sui canali in città…
  • Onestà, pulizia, organizzazione, uffici che funzionano. Occhio all’aggirare le regole, Italiani! Io sono stata multata 80 euro per essere passata col giallo in bicicletta!

Insomma, ad altre persone che si sono trasferite in Germania dopo di me, e ne conosco non poche, ho detto: ti innamorerai di quel Paese, ma se sei davvero “Italiano” (creativo, amante del bello, dell’arte, della moda, del design), dopo un po’, ciò che ne ami ti nauseerà!

Non mi sono mai sbagliata, le persone più “Italiane” tra loro sono rientrate, le altre si sono “tedeschizzate” (in genere anche fidanzandosi con persone del posto) e chi s’è visto s’è visto!

Detto tutto ciò, lavorativamente, oggi mi occupo sempre di ecommerce, ma a Milano, e ho di recente avuto un’idea di sito web che vi farà capire quanto io sia Italiana, nel senso che amo la moda, il Made In Italy e tutta la nostra creatività!

Il sito si chiama ShoeAdvisor ed è una piattaforma social per condividere foto e opinioni in fatto di scarpe con una community di shoe-aholic da tutto il mondo. Potreste mai immaginare una home page piena di sandali con calzino e Birkenstock?!? 😀

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Lauryn

webdesigner e grafica dal 2003, madre di una piccola nata nel 2012, felicemente sposata con un metal-informatico, sempre alla ricerca di belle cose. Profondamente delusa dall’Italia, cerco di crearmi un cantuccio felice, ma sogniamo Edimburgo come seconda casa ^_^

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